IL DESIGN FEMMINILE: 3 italiane CREATRICI DI ICONE

Qualche tempo fa abbiamo deciso di raccontarvi la storia di alcune designer italiane, e oggi per ricominciare la settimana vogliamo ripartire presentandovi altre colleghe!

Gae Aulenti è stata un personaggio fondamentale e iconico nel settore degli allestimenti e del restauro architettonico. Morta nel 2012 a Milano, tra i suoi progetti più importanti è giusto ricordare il suo lavoro per  la disposizione degli spazi interni e la progettazione dei percorsi espositivi del Museo d’Orsay.

La sua carriera inizia con un grande maestro, Ernesto Nathan Rogers, ma il trampolino di lancio che le ha permesso di lasciare il segno nella storia dell’architettura moderna, è stata la collaborazione con Olivetti e la progettazione dei suoi showroom e dei singoli elementi di design, come la lampada Pipistrello o la sedia a dondolo in legno curvato Sgarsul.

Gae Aulenti – Allestimento Museo d’Orsay, Parigi – 1980/1986

La foto tratta dalla mostra “Gli oggetti e gli spazi” alla Triennale di Milano nel 2013 ritrae alcuni dei tantissimi oggetti creati dal genio dell’architetto.

Lina Bo Bardi, architetto romano che iniziò la sua carriera nello studio di Gio Ponti a Milano, si trasferì dopo la guerra in Brasile con il marito critico d’arte. Si innamorò del popolo brasiliano tanto da non tornare più. Nel 1951 disegnò e realizzò la Bardi’s Bowl Chair: una seduta semisferica, orientabile in diverse posizioni, che poggia su una struttura metallica ad anello sorretta da quattro gambe. Pensata come un oggetto dalla struttura essenziale e dalla forma universale, si integra armoniosamente in qualunque ambiente.

Bardi’s Bowl Chair – 1951

L’ultima figura di spicco di cui vogliamo parlarvi è Maria Cristina Mariani Dameno, meglio conosciuta come Cini Boeri. L’architetto, che iniziò il suo percorso tra le mura dello studio di Gio Ponti, ha conquistato l’Italia e l’estero. Vincitrice del premio Compasso d’Oro nel 1979 grazie a Strips: poltrone e divani formati da blocchi schiumati di poliuretano espanso privi di struttura rigida con copertura sforderabile cernierata per trasformarsi in letti.

Cini Boeri – Strips per Arflex – 1972

 Un altro suo progetto di design famoso è la poltrona Ghost progettata per Fiam Italia con Tomu Katayanagi e realizzata con un’unica porzione di vetro curvato da 12 mm per restituire la sensazione impalpabile di un oggetto che sa fluttuare nello spazio.

Cini Boeri – Ghost per Fiam Italia – 1987

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