Un bar particolare in tutti i sensi – il wood*ing di Milano

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© Marco Varoli

Pur avendo uno spirito un po’ campanilista (come sapete amiamo moltissimo la nostra città), non possiamo rimanere indifferenti al fermento di interior design che a Milano regna sovrano…! Ecco quindi che vi proponiamo un breve approfondimento su un bar in zona Isola, a pochi passi da Piazzale Lagosta, dove si susseguono negozi tra il vintage e il bio in un quartiere orizzontale che guarda dal basso i grattacieli della nuova città: si tratta del Wood*ing Bar, il primo bar endemico al mondo, esclusivamente dedicato alla conservazione e preparazione del cibo selvatico.

Wood*ing bar non è solo un bar, ma un’esperienza, uno spazio degustativo e formativo, dal format avveniristico, associato all’omonimo braccio destro dell’omonimo food lab– laboratorio per la ricerca, lo studio e la sperimentazione del cibo selvatico per l’alimentazione umana.

Dal punto di vista dell’interior design, la scelta è stata quella di seguire lo spirito “wild” del locale e mantenere il fatiscente stato di fatto valorizzandolo con ambientazioni a dir poco post apocalittiche! L’insegna è quella di un vecchio colorificio di via Garigliano e la location è abbellita da richiami vegetali.

Il bar è privo di bancone e barman, poiché i piatti e i drink vengono preparati direttamente dal laboratorio-cucina adiacente.

I designer d’oltralpe attribuirebbero allo stile dell’intervento l’attributo raw, ovvero crudo, grezzo, semplice e autentico: l’ambiente appare essenziale, senza per questo risultare freddo o banale. Il locale sorge là dove un tempo c’era un colorificio. Lo spazio è relativamente piccolo – due vetrine, quattro grossi tavoloni in legno grezzo, qualche sgabello – e non è stato, di fatto, rimaneggiato.

L’idea è stata proprio quella di mantenere il ricordo del luogo, serbandone viva la memoria. Perciò l’intonaco sui muri è stato mantenuto scrostato dal tempo o addirittura enfatizzato; qua e là l’inserimento di elementi vegetali, comunica la sensazione che la natura si stia riappropriando dello spazio; le quattro lunghe tavolate di legno di cedro del Libano sono ovviamente recuperate.

Questo progetto ci è piaciuto perché riesce senza dubbio ad incuriosire per la sua idea stravagante e decisamente nuova e perché è stato condotto in maniera consapevole e completa, dalla ristorazione all’interior design.

Tutte le foto: © Marco Varoli

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