Leggerezza, purezza e arte contemporanea a Parigi!

Se siete a Parigi in questi giorni avete la possibilità di visitare all’interno della “cattedrale del commercio moderno”, così definita dallo scrittore Emile Zola, una installazione di arte contemporanea dell’artista giapponese Chiharu Shiota.

Avete capito dove?? Nel primo grande magazzino del mondo: Le Bon Marché Rive Gauche, che apre nel 1852 su iniziativa di una coppia di promotori di “una nuova tipologia di negozio che avrebbe emozionato profondamente coniugando anticonformismo ed eleganza”. Il progetto di questo spazio esclusivo è stato progettato dall’architetto Louis-Charles Boileau e dall’ingegnere Gustave Eiffel. Moda, accessori, ma anche arredamento, design ed esposizioni culturali e opere d’arte contemporanee.

Scala mobile Andrée Putman – photo by Gabriel de la Chapelle.

Ma torniamo subito alla mostra: Where are we going? è il titolo della ricerca dell’artista secondo cui ogni individuo durante la propria vita si “imbarca” nell’incertezza della vita verso mete sconosciute attraversando esperienze ed emozioni. Davanti agli ostacoli che la vita ci propone, il corpo umano si adatta per far sì che non interferiscano con l’essenza della nostra appartenenza.

Where are we going?, photo by Gabriel de la Chapelle.

L’artista ha utilizzato circa 250 km di filo completamente bianco, per la prima volta nella sua carriera, per evocare la purezza di una nuova partenza, un nuovo inizio senza un itinerario preciso.

Generalmente impiega filamenti rossi o neri, e generalmente il suo palcoscenico è un museo, pertanto si può dire che questa sia una nuova esperienza!  Invece le barche rappresentano un tema ricorrente nel suo lavoro perché richiamano ricordi d’infanzia.

Circa 250 km di filamento bianco, photo by Gabriel de la Chapelle.

Le navi sospese dell’artista Chiharu Shiota, photo by Say Who/Romain Mayoussier.

Il visitatore, dopo essere incuriosito dalle dieci vetrine in cui vengono mostrati labirinti e intrecci infiniti di filo bianco, viene accolto al piano terra sezione “Memory of the ocean” in cui attraversa le onde in fondo al mare.

Al piano terra, l’installazione “Memories of the ocean”, photo by Gabriel de la Chapelle.

Il suo lavoro vuole offrire una speranza e una prospettiva sul presente e il futuro.

In mostra fino al 18 febbraio: se siete da quelle parti non fatevela scappare!

 

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